AL TEATRO SISTINA FINO AL 27 MARZO

LA COVER DEL CAFONALINO BY LUCIANO DI BACCO


TRA FIABA E REALTA' LA STRANA COPPIA SIANI-DE SICA
NOBILTA' E POVERTA', FLASH E TRASH:
 "IL PRINCIPE ABUSIVO" SPOPOLA ANCHE NELLA VERSIONE TEATRALE

Gabriella Sassone per Dagospia


Nell’era dei social dove tutti cercano un “like” e un quarto d’ora di celebrità, nell’epoca dove si vive per apparire più che per essere, dove tutti cercano i flash perché vogliono essere famosi per essere famosi senza aver fatto nulla, tantomeno scoprire il vaccino per l’Aids, dove basta smutandarsi sull’Isola dei Poracci per un pugno di dollari e per sentirsi amato e arrivato, dove ci si “selfa” in mutande (ma meglio senza) su Instagram per far godere i followers e sperare di arrivare in tv, dove alla prima uscita col primo amorazzo da sbattere a letto si chiamano i paparazzi seguendo la regola aurea "se non sei sulle riviste di gossip non esisti non sei nessuno", ci voleva quella simpatica carogna di Alessandro Siani con la sua verace comicità napoletana a mettere alla berlina gli italici vizi da poracciume, seppur con una semplice commediola-fiaba che fa ridere e riflettere se un minimo di intelligenza ce l’hai.
Può un buzzurro, cafone, coattissimo, ignorante giovanotto partenopeo, che vive di espedienti e scrocca quel che può, far breccia nel cuore di una principessa triste, dolce e raffinatissima ma molto social, che posta foto su Facebook e messaggia via WhatsApp nonostante il cuore romantico da poesie di Prevert? 
Sì, se lei è trascurata dai sudditi e dai tabloid gossippari (come il citatissimo “Chi”) che non hanno mai dimenticato la madre e la nonna, regine di fascino e di beneficenza. E allora, ecco l’ideona del Ciambellano di Corte, Anastasio, esperto di etichetta e protocollo cerimoniale, per lanciarla: mostrarsi in pubblico con un plebeo, un poraccio, invaghirsene per celia, promettersi per finta e liberarsene per davvero a un passo dall'altare, accusandolo addirittura di tradimento. Il modo giusto per far scrivere fiumi di inchiostro alla stampa rosa e far addolcire il cuore dei sudditi. Succede solo nelle favole? Mica tanto. 
Con un occhio al Principato più famoso e mondano dove gli amori bizzarri pullulano da sempre e un altro al fantastico mondo di Walt Disney, ecco “Il principe abusivo”, commedia romantica travestita da favola moderna che ha segnato l’esordio alla regia di Alessandro Siani nel 2013 (enorme successo al botteghino ma pochi applausi dai critici) e poi è stata riadattata dallo stesso Siani per il teatro. L’altra sera il debutto in grande stile al Sistina, regno di Massimo Romeo Piparo. Parterre dei roi, risate continue, applausi a scena aperta e tifo da stadio per il simpaticissimo Siani (il teatro era pieno di napoletani che lo adulano manco fosse San Gennaro) che torna a far coppia come nel film con Christian De Sica nei panni del Ciambellano- Ciambellone Anastasio. 
De Sica-Siani, la strana coppia. Il maestro e l’allievo, ormai grandi amici, con un affiatamento in scena pazzesco. Nessuno ha dimenticato il rozzo napoletano disoccupato che testa medicine delle industrie farmaceutiche per vederne gli effetti collaterali e vive di scrocco Antonio De Biase (Siani), né il mitico De Sica, impegnato nell'ingrato ruolo di insegnargli i modi giusti per stare a Palazzo, ma che alla fine si innamorerà della verace cugina partenopea del “principe abusivo” e si trasformerà lui stesso in un coattone.
 La versione teatrale, forte di un impianto comico già collaudato, è stata arricchita di novità e divertenti sorprese e sta sempre sul “pezzo” (citati ad esempio Belen e Stefano De Martino). La platea ha risposto con calore e trasporto dinanzi a quelle 3 ore che mixano alla perfezione canti e balli, ricchezza e povertà, trash e flash, paparazzi e tabloid, allegria e malinconia, gaffe e gags. 
Un testo ironico che prende di mira l’attualità e gli amori spesso plebei delle vere fanciulle di sangue reale. In scena, anche la bellissima Elena Cucci nel ruolo della principessa, Luis Molteni (il Re), Stefania De Francesco (la verace cugina di Antonio, Jessica Quagliarulo), Ciro Salatino (il principino Gherez), Antonio Fiorillo Raffaele Musella (Sasone Lelluccio, gli inseparabili amici di Antonio). Le musiche sono affidate al maestro Umberto Scipione, scenografia Roberto Crea, coreografie Marcello Sacchetta, costumi Eleonora Rella. Collaborazione ai testi musicali di Vincenzo Incenzo. Lo spettacolo è prodotto dalla Tunnel Cabaret. 
Pullula di svippati il parterre: ecco zia Mara Venier, in splendida forma scortata dal fido Gianni Dei che corre in camerino a salutare la “strana coppia” e posta subito le immagini su Instagram, i fratelli Vanzina col regista Neri Parenti, Luca Verdone, Alda D’Eusanio, la dimagritissima Serena Grandi col suo tatuaggio dell’Oscar sull’avanbraccio, e qualche fila dietro il suo grande amico produttore Ciro Ippolito, Patrizia Pellegrino col compagno, Ana Caterina Morariu, Rosalia Porcaro, Barbara Tabita, Alberto Matano. E ancora, Piera Detassis, Rossella Brescia e Luciano Cannitto, l’ex Velina Costanza Caracciolo senza il suo Primo Reggiani ma con Flora Canto, fidanzata di Enrico Brignano. Giorgio Lupano e Donatella Pandimiglio si salutano nel parterre. Ridono e si divertono i produttore Giannandrea Pecorelli e Guido Lombardo, il regista Massimiliano Bruno, Stefano Masciarelli, il senatore del Pd Roberto Speranza, l’autore tv Marco Luci, l’ex moglie di Pino Daniele Fabiola Sciabbarrasi. Per ultimi, entrano Giulio Base e Tiziana Rocca; ricciccia l’ex Grande Fratello Milo Coretti, timbrano il cartellino Luca Verdone, lo chef Alessandro Circiello, il Direttore Generale dell’Unicef Paolo Rozera, Michele Montesano e Brando De Sica ad applaudire papà.  Tutti fanno le condoglianze alla mitica press-agent Paola Comin che ha appena perso l’adorato marito e si scoglie in lacrime ad ogni abbraccio.
Un po’ “My fair lady”, un po’ “La bella e la bestia”, la commedia ricorda che alla fine chissà perché gli opposti si attraggono sempre. Ma certe unioni con tanta diversità di cultura, educazione e classe sociale possono mai durare nel tempo? E’ questa la domanda da farsi uscendo dal teatro. Meditate gente, meditate. E ogni riferimento a fatti e persone non è puramente casuale.



LA STRANA COPPIA SIANI-DE SICA

"IL PRINCIPE ABUSIVO" ALESSADRO SIANI





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