NELLA RESIDENZA DELL'AMBASCIATORE BRITANNICO A ROMA

VILLA WOLKONSKY

NASCE IL MUSEO DI VILLA WOLKONSKY: OLTRE 350 REPERTI MARMOREI ROMANI DI ETA' IMPERIALE TORNANO A SPLENDERE

DI GABRIELLA SASSONE


Oltre 350 reperti marmorei romani di età imperiale di grande valore storico-artistico: presentata oggi alla residenza dell’Ambasciatore Britannico a Roma la “Collezione Wolkonsky”, che era stata il vanto del parco della Villa ai tempi della principessa russa Zenaida Wolkonsky a metà Ottocento.
I magnifici marmi della principessa, quasi tutti provenienti da sepolture, appartenenti alla vasta Necropoli dell'Esquilino, sfilano ora anche nel rinato giardino di Villa Wolkonsky, rivelato stamane dall’Ambasciatore britannico Christopher Prentice, presente il Ministro per i Beni culturali e per il turismo Dario Franceschini. Un restauro sostenuto grazie a Shell Italia. Incantato, Dario Franceschini ha detto: «Un luogo stupendo nel cuore di Roma. Un luogo extraterritoriale perché di proprietà del Regno Unito, attraversato dall’Acquedotto di Nerone, che è stato al centro di un importante lavoro di recupero e valorizzazione e che sono sicuro presto sarà aperto anche al pubblico. Un esempio di recupero intelligente di un pezzo di patrimonio, che dimostra come Stato, Chiesa o privati possano sempre contribuire ad un’operazione di salvaguardia».
Un patrimonio recuperato attraverso un lavoro cominciato nel 2011 e coordinato dall’architetto Valentina Puglisi (curatrice della collezione) e dai restauratori Stefano Volta e Silvia Simeti, che è stato il fiore all’occhiello della raffinata corte culturale che la principessa (amante dello zar Alessandro I di Russia, di cui sposò l’aiutante di campo, il principe Nikita Wolkonsky) alimentò nella sua residenza romana ereditata dal padre (frequentata da Stendhal, Walter Scott, e persino Gogol che concepì “Le anime morte” proprio in una grotta del giardino).Nel corso degli ultimi quattro anni il parco della Villa è stato sottoposto a un ambizioso programma di restauro, per ritrovare lo spirito del disegno originale della principessa. I numerosissimi reperti marmorei ‘riscoperti’ via via che i percorsi originali del parco venivano riportati alla luce, versavano per lo più in cattive condizioni. È stato subito chiaro che l’idea di lasciarli nei loro luoghi di rinvenimento, esposti agli agenti atmosferici e alla vegetazione infestante, non era percorribile.
E’ stato dunque necessario ripensare in chiave più attuale il rapporto tra antichità e giardino, alla luce delle moderne istanze conservative, oltre che della forte volontà dell’ambasciatore e di sua moglie, Nina, di rendere la collezione finalmente fruibile al pubblico.
Dopo anni di lavoro, grazie al contributo di Shell Italia, si è concluso il restauro dei reperti della collezione Wolkonsky, ed è stato ultimato il loro nuovo allestimento. Alcuni di essi, tra cui i bellissimi ritratti funerari di famiglia e alcuni splendidi sarcofagi a bassorilievo, non particolarmente delicati dal punto di vista conservativo, sono stati collocati lungo il viale che costeggia l’acquedotto per riproporre, seppure con nuove modalità espositive, l’originario fascino del giardino della principessa Wolkonsky.
La maggior parte dei reperti, comprendente numerosi altri sarcofagi e frammenti a bassorilievo, statuine votive, iscrizioni, elementi architettonici, ha trovato invece collocazione nel nuovo Museo delle Serre Wolkonsky, due serre ottocentesche comunicanti tra loro e situate presso il cancello d’ingresso della residenza, che sono state restaurate e predisposte per accogliere le centinaia di reperti che dovevano essere protetti dalle intemperie e per offrire ai visitatori la possibilità di ammirare la collezione senza interferire con le esigenze di sicurezza della Residenza, restituendo al contempo un inedito connubio tra antichità e giardino.
L’importanza della Collezione Wolkonsky, sottolineata dai curatori del British Museum durante la conferenza d’inaugurazione, risiede tanto nella quantità e varietà dei reperti (quasi tutti provenienti da sepolture, in buona parte da quelle scavate lungo l’acquedotto, appartenenti alla vasta Necropoli dell’Esquilino e di epoca compresa tra il I secolo a.C. e il III secolo d.C.), quanto nella presenza di singoli reperti di grande valore storico-artistico, come ad esempio i ritratti funerari, tra cui spicca quello dei Servilii (1), i sarcofagi decorati a bassorilievo - notevole quello a Ghirlande (2) e quello con la Corsa delle Bighe (3) -, la statua di Athena Parthenos (4) e infine, il Satiro Musico, bellissima statua a grandezza naturale ricomposta da 15 frammenti rinvenuti in ordine sparso nel giardino, l’ultimo reperto in ordine di tempo ad essere restaurato e il primo che si può ammirare entrando nel nuovo Museo delle Serre.


IL SATIRO MUSICO


SALONE DI VILLA WOLKONSKY


IL MUSEO DELLE SERRE DI VILLA WOLKONSKY



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