IN MOSTRA AL VITTORIANO FINO AL 23 MARZO

LA COVER DEL CAFONALINO BY LUCIANO DI BACCO

TINTO NON è STINTO:
VITA OPERE E MIRACOLI DEL 
MAESTRO DELL'EROS
RINNEGATO SPESSO DALLE MUSE CHE HA LANCIATO E SPOGLIATO


Gabriella Sassone per Dagospia

Vita, opere e miracoli di Tinto Brass in mostra al Vittoriano, tra chiappe al vento, malizia e pruderie. Quasi un risarcimento morale dovuto al regista che usa la macchina da presa come fosse un ginecologo, che ha scoperto e spogliato tante attrici, ma che è stato il più rinnegato della storia dalle stesse. Molte delle sue muse, infatti, forse in altre faccende affaccendate, non si sono neanche degnate ieri pomeriggio di farsi vedere al vernissage inaugurale della mostra “Tinto Brass: uno sguardo libero”, che sarà aperta fino al 23 marzo, per spulciare tra documenti inediti, sceneggiature, bozzetti di scenografie e costumi, manifesti, filmati, foto di scena realizzate dal grande Gianfranco Salis. Ci sono anche estratti di Istintobrass, documentario realizzato nel 2013 dal regista Massimiliano Zanin e presentato in selezione ufficiale alla 70° Mostra del Cinema di Venezia, che racconta la figura e la carriera di Tinto attraverso un'inedita intervista al Maestro, le parole dei premi Oscar Helen Mirren e Ken Adam ma anche di Gigi Proietti, Franco Nero, Adriana Asti, Marco Müller, Marco Giusti, Gianni Canova.
Lui, 27 film censurati su 27, pensa che oggi l’erotismo non esista più, sogna di dirigere Madonna Maria Elena “Etruria” Boschi, ma fino a qualche anno fa si era fissato con Maria “Strega” Gelmini, è felice e emozionato. E resta fedele al suo motto: “La vita è semplice ma complicata dalla paura che le persone hanno della libertà”. Accoglie gli amici accanto alla compagna Caterina Varzi, curatrice di questa mostra con Andrea De Stefani, realizzata da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia, col patrocinio di Roma Capitale e la collaborazione di Istitito Luca-Cinecittà, Rai Teche e Acea. 
Se dici Brass è subito erotismo, malizia, desiderio, pruderie. E se al maestro dell’eros aggiungi Cicciolina la miscela diventa esplosiva e il sesso si respira nell’aria. 
Per fortuna che ad omaggiare Tinto e attizzare la serata è arrivata Ilona Staller. Mollata la coroncina di fiori in testa per un cappello rosso, stretta in un abito rosso fuoco tra pizzi e trasparenze, Ilona è smaltata e tirata a lucido come una vasca da bagno tanto che sembra aver fatto il patto col diavolo o essersi iniettata quintali di botox. Ma lei serafica spiega: “Ho solo un trucco diverso, ecco perché sembro diversa”. Non la pensano così alcune Milf invidiose: “Ma che ha fatto in faccia? Sembra finta. Voglio subito il nome del chirurgo plastico di Cicciolina”. Enrico Lucci, la Iena più Iena che c’è, si butta a pesce su Ilona, scortata da quello che fu il suo fidanzato per mancanza di prove, Luca Di Carlo, che oggi è solo “un amico e il mio avvocato”. Lucci è incontenibile: si diverte a stuzzicare Sandra Milo e poi spinge la carrozzina su cui siede di Tinto su e giù per la sala. Ma lui, si sa, può fare tutto, simpatico e irriverente come è. 


BRASS TRA CICCIOLINA E LA COMPAGNA CATERINA VARZI


Ad omaggiare Giovanni, così si chiama Brass, Tinto fu il nomignolo che gli mise il nonno pittore in onore di Tintoretto, arrivano altre sue muse. Ecco la “Monella” Anna Ammirati, Silvia Rossi (anche sua conosceneggiatrice), Martine Brochard, Nela Lulich con l’amica Alexandra Mogof. C’è il press agent Saverio Ferraggina, riciccia anche il Manuele Malenotti che ormai fa la bella vita a Miami (dove vive felice con la famiglia anche la sua ex Lola Ponce), il fotografo Roberto Rocchi e Gianfranco Salis, fotografo di scena storico di Brass. 
Cicciolina spende parole di elogio per il re della serata: “Tinto è un uomo fantastico, lo adoro, un grande regista che rimarrà grande a vita. E’ un uomo intelligentissimo, dolce e lucido”. E lui, quando la vede: “Sono felice che sei venuta: ti voglio bene”. Proprio con Salis, che la fotografa dagli anni d’oro, Cicciolina ha in mente una mostra di sue immagini storiche. “Ma stiamo cercando gli sponsor per realizzarla. Sto anche scrivendo un film con Gianni Domingo Bove”. Insomma, anche Ilona non si ferma mai. E la politica? “Amo la politica trasparente, non mi piace la corruzione: se trovo un partito politico sincero e vero mi rimetto in corsa senza dubbio”. 
E in questo viaggio-amarcord tra la carriera di Tinto, lui, indomito, pensa già al suo prossimo lavoro, un film ambientato su un’Isola deserta dove vive solo una donna. “Durante la seconda guerra mondiale arrivano tre uomini. Dopo varie avventure lei tornerà alla libertà». E Cicciolina, profetica: “Riuscirà a fare il suo film, sono certa”. Lunga vita a Tinto!




MANUELE MALENOTTI E SAVERIO FERRAGINA



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